Playdate, una parola magica da quando vivo in Kuwait.
Si bello, interessante, carino e probabilmente utile, ma ho sentito che non era proprio il mio mondo. Sarà stata per colpa dell’inglese che non mi facilitava nello scambio, sarà che a me piaceva stare all’aria e diciamolo, sono terrona e quindi tutto troppo perfetto e studiato per me non va bene. Per carità leggo tanti libri sui bimbi, mi piacciono, mi danno stimoli e spunti, ma sono anche abbastanza empatica e seguo l’istinto. E comunque quando hai figli piccoli è difficile fare grandi conversazioni, sopratutto nel periodo che iniziano a camminare, stai sempre dietro a loro.
I bimbi tutti felici di giocare, noi divertite a vedere i loro progressi, le loro interazioni, hanno imparato a conoscersi a volersi bene, ora siamo nella fase di fare le “guardiane” per evitare piccole risse, che a me ricordano quelle tra me e le mie sorelle. Noi parliamo di noi, di loro e di noi con loro, per quanto possibile ovviamente. L’altro giorno tutti intorno all’ultima nata di soli due mesi a dare dritte alla mamma sul sonno, io ho sfoggiato tutti i trucchi imparati dalla mitica Gabriella, la mia salvezza! Che soddisfazione farla addormentare da sola in 10 minuti!Io non potrei più stare senza i nostri playdate… si si meglio dei mie vecchi aperitivi e poi qui l’alcool è vietato!


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